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Chiusura della Reggia di Caserta il 25 luglio dalle 19:30 e il 26 luglio 2014

In occasione della celebrazione della Messa dal Papa nella piazza antistante il Palazzo Reale, è stata disposta, con ordinanza del Prefetto di Caserta, la chiusura al pubblico della Reggia venerdì 25 dalle ore 19,30 e per l’intera giornata di sabato 26 luglio 2014

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Venerdì sera al Museo - luglio/agosto 2014

Venerdì sera al Museo
Luglio 2014:
ogni venerdì fino alle ore 22.00 si potranno visitare gli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta, il Museo di Capodimonte e la Certosa e Museo di San Martino
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Agosto 2014:
ogni venerdì fino alle ore 22.00 si potranno visitare gli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta, il Museo di Capodimonte, la Certosa e Museo di San Martino e Castel Sant’Elmo
Le biglietterie chiudono un’ora prima

 
Orario musei dipendenti Venerdì 15 agosto 2014

Orario musei dipendenti Venerdì 15 agosto 2014

Reggia di Caserta: 8.30-22.00*
Museo di Capodimonte: 14.00-22.00*
Museo di San Martino: 8.30-22.00*
Castel Sant’Elmo: 8.30-22.00*
Museo Duca di Martina: 8.30-14.00; Parco della Floridiana: 8.30-19.00
Museo Pignatelli: 8.30-14.00
Monumento dei Girolamini: 9.00-14.00
Certosa di San Giacomo: 9.00-14.00
*in occasione del prolungamento serale dei venerdì

 
Apertura serale di venerdì

Visite serali agli Appartamenti Storici della Reggia di Caserta ogni venerdì dalle 20 alle 22.

A partire dal 4 luglio 2014, tutti i venerdì del mese, gli Appartamenti storici della Reggia saranno aperti dalle 20 alle 22 (ultimo ingresso ore 21,15).

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Parco Reale

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Il Parco Reale, parte integrante del progetto presentato dall’architetto Luigi Vanvitelli ai sovrani, si ispira ai giardini delle grandi residenze europee del tempo, fondendo la tradizione italiana del giardino rinascimentale con le soluzioni introdotte da André Le Nôtre a Versailles. I lavori, con la delimitazione dell'area e la messa a dimora delle prime piante, iniziarono nel 1753, contemporaneamente a quelli per la costruzione dell'Acquedotto Carolino, le cui acque, dalle falde del Monte Taburno avrebbero alimentato le fontane dei giardini reali.
Il giardino formale, così come oggi si vede, è solo in parte la realizzazione di quello che Luigi Vanvitelli aveva ideato: alla sua morte, infatti, nel 1773, l'acquedotto era stato terminato ma nessuna fontana era stata ancora realizzata. I lavori furono completati dal figlio Carlo (1740-1821), il quale, pur semplificando il progetto paterno, ne fu fedele realizzatore, conservando il ritmo compositivo dell'alternarsi di fontane, bacini d'acqua, prati e cascatelle.
Per chi esce dal palazzo i giardini si presentano divisi in due parti : la prima è costituita da vasti parterre, separati da un viale centrale che conduce fino alla Fontana Margherita , fiancheggiata da boschetti di lecci e carpini, disposti simmetricamente a formare una scena “teatrale” verde semicircolare.
A sinistra del palazzo, nel cosiddetto "Bosco vecchio" , il cui nome ricorda l’esistenza di un precedente giardino rinascimentale, sorge la Castelluccia, una costruzione che simula un castello in miniatura, presso il quale il giovane Ferdinando IV si esercitava in finte battaglie terrestri. Nella Peschiera Grande, un lago artificiale di forma ellittica con un isolotto al centro, venivano, invece, combattute le battaglie navali con una flottiglia costruita proprio per questo scopo.
La seconda parte del parco, realizzata interamente da Carlo Vanvitelli, inizia dalla fontana Margherita, dalla quale si dispiega la celebre via d'acqua, sulla quale da sud verso nord si incontrano la fontana dei delfini, così chiamata perché l'acqua fuoriesce dalle bocche di tre grossi mostri marini scolpiti in pietra e la Fontana di Eolo, costituita da un'ampia esedra nella quale si aprono numerose caverne che simulano la dimora dei venti, rappresentati da statue di "zefiri". L'asse principale è strutturato su sette vasche digradanti che formano altrettante cascate concluse dalla fontana di Cerere che rappresenta la fecondità della Sicilia, con le statue della dea e i due fiumi dell'isola. L'ultima fontana è quella in cui è rappresentata la vicenda di Venere e Adone.
Infine, nel bacino, denominato Bagno di Diana, sottostante la cascata del monte Briano, due importanti gruppi marmorei raffigurano Atteone nel momento in cui, tramutato in cervo, sta per essere sbranato dai suoi stessi cani, e Diana, attorniata dalle ninfe, mentre esce dall’acqua. Una grotta artificiale, costruita con grossi blocchi di tufo, il cosidetto Torrione, si erge sulla sommità della cascata, da cui si può godere la vista di un paesaggio davvero unico.

 

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L. Vanvitelli. Planimetria del parco dalla Dichiarazione dei disegni. Napoli 1756.

 

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Veduta d'insieme del parco - archivio fotografico Soprintendenza

 
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